LETTURA STORICA

Il territorio interessato dal nostro Istituto Comprensivo, situato in provincia di Rovigo, si incunea fra le province di Ferrara, Mantova e Verona.
I plessi scolastici si collocano in linea, lungo la sponda sinistra del Po e sono collegati fra loro dalla S.R. n°6. Essi distano dalla Presidenza di Castelmassa, da un minimo di 4 Km ad un massimo di 15 Km. La posizione geografica, lontana dalle città, provoca difficoltà nei collegamenti con molte scuole superiori.
Aspetti storici
Il territorio altopolesano rivierasco, in tempi remoti chiamato “Val di Po”, era ricco di isole: i polesini. Un paesaggio di terre scivolose in continua evoluzione, con abitazioni sospese tra terra ed acqua di cui ci parlano i resti del villaggio palafitticolo di Canàr (Età del Bronzo) sito nel comune di Castelnovo Bariano. Con la fine dell’impero romano, la zona diviene terra di confini e di scontri. Nel VII secolo inizia il potere temporale dei papi che colgono l’eredità bizantina. Agli inizi dell’XI secolo Massa (oggi Castelmassa) è un piccolo borgo, campo di contrasti continui tra feudatari confinanti. Attraverso questi eventi nel 1101 il territorio è posto sotto la giurisdizione di Matilde di Canossa, pur essendo incluso “nell’antica Diocesi ferrarese” per poi passare nel 1130 sotto il patrimonio del Vescovo di Ferrara. Nel XIII secolo tutta l’area detta Transpadana Ferrarese, compresa tra il fiume Po e il Tartaro, da Melara a Canaro, viene concessa dalla Chiesa alla famiglia D’Este. Nel 1598 si dissolve la Signoria Estense e lo Stato ferrarese passa alla Legazione Pontificia.
Dopo la breve parentesi napoleonica, con il Congresso di Vienna nel 1815, le potenze vincitrici riscrivono la geografia degli stati: il Po, per ragioni di sicurezza, diventa una linea naturale di confine. Così i paesi della riva sinistra a nord del fiume cessano bruscamente, dopo secoli, l’appartenenza all’area ferrarese ed entrano a far parte della Provincia del Polesine con a capo Rovigo, divisa in sette Distretti.
Il Distretto cui fa capo Massa Superiore comprende: San Pietro in Valle (oggi san Pietro Polesine), Castelnovo Bariano, Calto, Ceneselli, Bergantino e Melara. L’annessione forzata al Regno Lombardo-Veneto dà inizio alla dominazione austriaca: Massa è luogo di passaggio e di stazionamento di eserciti. Sono anni di immobilismo sociale ed economico ma anche di aneliti di libertà. Ne è esempio il martire massese Giuseppe Ferrari il cui nome compare nell’elenco degli studenti del Risorgimento morti per la patria, che si trova apposto su una targa marmorea sotto la loggia Amulea, palazzo neogotico prospicente Prato della Valle, oggi sede di alcuni uffici del Comune di Padova.
Liberato il Veneto nel 1866, Castelmassa si evolve e diviene un importante centro di riferimento per il territorio in quanto offre una serie di servizi di cui usufruiscono i paesi viciniori: sede di pretura e di gendarmeria, centro di commercio ed economico (industria FRAGD oggi Cargill) stazione di compagnia dei Carabinieri, vivo centro culturale grazie al teatro Cotogni. Tutto quanto viene realizzato da “amministratori illuminati” essendo carenti aiuti provinciali e statali.
Le tradizioni, la cultura, la lingua, la gastronomia e la storia di questa estrema propaggine della provincia di Rovigo sono dunque, a differenza del resto del Veneto, marcatamente emiliane.

Personaggi illustri

Don Giuseppe Pasi
Don Giuseppe Pasi (Parroco a Massa Superiore dal 1786 al 1816)
Di famiglia benestante dispone che alla sua morte tutti i suoi beni siano venduti e con il ricavato si istituisca una “Pia Opera” per la costruzione, nell’ampio territorio di Massa Superiore, di quattro scuole femminili ai confini del paese perché all’epoca le distanze non consentivano di arrivare fino alle scuole situate nel centro. In quanto parroco è conscio dell’analfabetismo imperante e della condizione delle donne. Dà inoltre impulso alla locale banda musicale per aiutare i giovani ad elevarsi culturalmente. Il tratto di strada che congiunge la Piazza Municipale alle Scuole Elementari porta il suo nome.
Amos Ocari
Giacomo Sani
Mons. Bonaventura Porta
Oliviero Bianchi
Enrico Panzacchi
Alfeo Raisi
Costantino Munari
Stefano Gobatti
Amos Bernini
Policronio Carletti
Giuseppe Mario Germani
Artigiani illustri

Umberto Bacchiega (Bergantino 1880- 1965) Umberto Favalli (Bergantino 1891-1983) Albino Protti (Bergantino 1910 – 1985)
Sono i primi spettacolisti itineranti in origine meccanici di biciclette. A loro si deve il successo dell’economia della giostra. In una situazione di precarietà lavorativa e di miseria preferiscono l’ingegno all’espatrio. E così, vista per la prima volta una giostra, notano che chi vi sale paga in contanti, e che il giostraio, alla fine della giornata ha sempre un po’ di soldi a disposizione. Bacchiega e Favalli uniscono allora le tante speranze alle esigue risorse e costruiscono, grazie alle conoscenze e alle indubbie competenze, la loro prima giostra. Nell'aprile del 1929, alla tradizionale fiera paesana locale, presentano un'autopista artigianale: è un successo strepitoso.
Nasce così la storia degli spettacolisti itineranti e dei costruttori di giostre di Bergantino. Negli anni trenta del Novecento, una decina di famiglie bergantinesi segue Bacchiega e Favalli sulle piazze, in una forma di emigrazione stagionale che permette loro di non perdere i contatti con il paese. In seguito si unisce anche Albino Protti: vero e proprio pioniere dei costruttori di giostre.

Luoghi storici di cultura e di incontro

Teatro Cotogni
23 agosto 1884 – Inaugurazione con l’opera il “Barbiere di Siviglia”. Struttura architettonica imponente è un teatro tipicamente ottocentesco con platea, palco e palchetti. Protagonista dell’opera è il celebre baritono Antonio Cotogni. L’orchestra conta 50 professori orchestrali di Bologna. I festeggiamenti si protraggono per tre giorni, in uno dei quali si esibiscono anche gli alunni della locale Scuola di Musica e Canto Corale , finalizzata a creare un’orchestra. Nel tempo il teatro ospita spettacoli non solo musicali, ma cinematografici, teatrali, assemblee, convegni. Viene ristrutturato due volte: nel 1951 e nel 2007.

Scuola d’Arte applicata all’Industria (oggi Liceo B. Munari)
31 dicembre 1889 - Il Consiglio di massa Superiore il 31 dicembre 1889 istituisce una Scuola d’Arte Comunale d’Arte e Mestieri per formare abili artigiani nel settore delle attività edili, nella lavorazione del legno e dei metalli. Le lezioni si tengono all’interno del teatro Cotogni. In seguito, sia per le discipline che richiedevano spazi ampi che per il crescente numero di allievi, si costruisce un apposito edificio dietro il Palazzo Comunale. Nel 1932 la Scuola trasloca definitivamente in Via G. Matteotti. Allievi dell’Istituto, nel tempo, si sono distinti a livello nazionale e internazionale come pittori e scultori. Ora l’antica scuola d’arte e Mestieri è diventata Liceo Artistico. Si è aggiornata con corsi di architettura, design, architettura e ambiente ed intitolata a Bruno Munari considerato uno dei massimi protagonisti dell'arte, del design e della grafica del XX secolo.

Fiera di San Martino
10 maggio 1819 – Il governatore austriaco provinciale Vallerstorf “accorda al Comune di Massa la fiera annuale nei giorni 11 e 12 novembre di ogni anno”. La fiera, sospesa durante l’occupazione napoleonica, secondo alcuni documenti superstiti è legata al periodo di novembre già dalla metà del Settecento. Essa è sempre stata un appuntamento importante che raccoglie commercianti e visitatori anche dalle province limitrofe.

CURIOSITA’ – La Piazza
Le informazioni più antiche risalgono al 1623.Era allora Parroco un certo Don Cesare Tagliaferro che considerò il borgo massese desolante: una chiesa in rovina, davanti uno stradone, intorno terra e poche sparse casupole. In seguito si demolirono le casupole, venne spianato il piazzale cui si diede una forma di una lunga lancia, la cui parte terminale arrivava ai piedi dell’argine. Dall’argine si ha la visione totale della bella piazza: su di un lato uno lungo porticato, sull’altro lato il Palazzo Bentivoglio, di fronte la chiesa di Stefano P. M.
Piazza Libertà é immortalata nell’immagine copertina del famoso libro “Peppone e don Camillo” di Giovannino Guareschi. Lo scrittore-giornalista, in uno dei suoi giri in bicicletta lungo gli argini del fiume, si fermò stupito nel vedere sulla riva sinistra e veneta una struttura urbanistica tipicamente emiliana. Ignorava che Castelmassa fondasse le sue radici in circa settecento anni di storia ferrarese. L’ammirò a tal punto da raffigurarla nella copertina del suo libro.


Castelmassa ha dato i natali a:

- Maria Fioroni (Massa Superiore 17 marzo 1887 – Legnago 13 marzo 1970)
Archeologa, storica, ceramologa e filantropa. Dà vita ad una serie di scavi archeologici nella bassa veronese da cui fu possibile recuperare un vasto repertorio di resti, cimeli rinascimentali e militari esposti nel palazzo Accordi-Fioroni all'attuale Museo legnaghese. Assieme alla sorella Gemma, il 15 luglio 1955 fa nascere la Fondazione Museo Fioroni. Cavaliere della Repubblica, riceve nel 1964 la Medaglia d’oro ai Benemeriti della Cultura e dell’Arte.

- Ermes Simili (Castelmassa 12 agosto 1923 – 25 febbraio 2014)
Artista. Si diploma presso l’Istituto d’Arte di Castelmassa dove, diventato poi Maestro di arti grafiche, insegna decorazione pittorica fino al 1984. La vita del maestro, artista versatile, è segnata da una rilevante operosità. Famosi i “suoi” cavalli. Vince numerosi premi tra cui, nel 1953, il Premio acquisto del Piccolo Teatro Città di Milano. Nel 1956 si associa all’I.D.I.T. (incisori d’Italia – fondato da L. Servolini e C. Carrà) partecipando al Primo Salone degli incisori d’Italia a Milano. Nel 1979 viene nominato Accademico effettivo dell’Accademia delle Arti e dell’Incisione. Numerose sue opere decorano i Beni storico-artistici di Rovigo e provincia.

- Enrico Castellani (Castelmassa 4 agosto 1930 – Milano 1 dicembre 2017)
Artista. Padre del minimalismo secondo Donald Judd. Si diploma a Milano all’Accademia delle Belle Arti di Brera. In seguito si laurea in Architettura a Bruxelles. Nel 1966 vince il Gollin Prize alla XXXIII Biennale Internazionale d’Arte di Venezia. Nel 2010 gli viene assegnato in Giappone il prestigioso Premio Imperiale per la pittura. Le opere di Castellani, nel mercato dell'arte, sono fra le più ricercate del novecento italiano, con quotazioni elevatissime.

- Nano Luppi (Calto 1935 – Calto 4 dicembre 2003)
Artista. Frequenta l’Istituto d’Arte di Castelmassa e l’Istituto d’Arte di Venezia dove venne seguito con interesse da Carlo della Zorza, artista tra i più noti del mondo della critica, che lo reputa “giovane dalle doti straordinarie”. Spirito libero, torna da Parigi per dedicarsi interamente all’attività artistica presentando numerose personali. Le sue opere si trovano in collezioni sia pubbliche che private nazionali e internazionali. Famose le “coppie di pane”. Nel 1973 dopo una storica personale alla libreria Feltrinelli di Bologna, è inserito con due pagine nel catalogo degli “Artisti veneti”.