L’Istituto Comprensivo di Castelmassa è particolarmente attento al potenziamento dell'inclusione scolastica e al “diritto allo  studio” degli alunni con bisogni educativi speciali (BES). Per rispondere in modo efficace a questi bisogni, che possono manifestarsi con continuità o per determinati periodi, esso elabora e attua dei percorsi specifici nel rispetto della normativa di riferimento: Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012 e Circolare n.8 del 6 marzo 2013. Obiettivo principale è la riduzione delle barriere che limitano l’apprendimento e la partecipazione sociale attraverso l’utilizzo di facilitatori e l’analisi dei fattori contestuali, sia ambientali che personali. L'esercizio del diritto all'educazione e all'istruzione non può essere impedito da difficoltà di apprendimento, né 
da altre difficoltà derivanti dalle disabilità connesse all'handicap” (Legge 104/1992, art. 12).
L'alunno disabile ha diritto all'opportunità di una piena inclusione educativa e culturale, oltre che sociale. Compito della scuola, pertanto, è mettere in atto, con tutti i mezzi a disposizione, le strategie possibili per promuovere lo sviluppo delle sue potenzialità. La scuola è una comunità educante, che accoglie ogni alunno nello sforzo quotidiano di costruire condizioni relazionali e situazioni pedagogiche tali da consentirne il massimo sviluppo.
Gli insegnanti di sostegno sono contitolari con i docenti delle classi in cui operano (Legge 148/1990, art. 6, c.1), partecipano a pieno titolo alle attività di programmazione e di verifica. Essi collaborano con i colleghi nella conduzione della classe, nel lavoro a gruppi e nello svolgimento delle attività curricolari più idonee all'inserimento degli alunni disabili o appartenenti ad altra cultura.
I docenti utilizzano parte delle loro risorse di contemporaneità per garantire il diritto allo studio e uguali opportunità formative a favore degli alunni che hanno necessità d'interventi differenziati e non sono certificati. Ogni alunno è seguito nel suo percorso scolastico da un gruppo composto di specialisti che seguono il bambino, Dirigente Scolastico, Insegnanti di classe, Insegnante di sostegno, famiglia.


 

 

Al fine di potenziare la cultura dell’inclusione il nostro istituto intende:

  • creare un ambiente accogliente e di supporto;
  • sostenere l’apprendimento attraverso una revisione del curricolo, sviluppando attenzione educativa in tutta la scuola;
  • promuovere l’attiva partecipazione di tutti gli studenti al processo di apprendimento;
  • centrare l’intervento sulla classe in funzione dell’alunno;
  • favorire l’acquisizione di competenze collaborative;
  • promuovere culture politiche e pratiche inclusive attraverso una più stretta collaborazione fra tutte le componenti della comunità educante.

I destinatari sono tutti gli alunni che manifestino:

  • disabilità (ai sensi della Legge 104/92, Legge 517/77);
  • disturbi evolutivi specifici (Legge 170/2010, Legge 53/2003) 
  • tutti gli alunni che so trovino in svantaggio:  socio-economico e  linguistico e/o culturale.

Il nostro Istituto propone attività di aggiornamento e formazione per i docenti per potenziare le metodologie dell’apprendimento cooperativo e del tutoring, sia a livello di gruppo- classe attraverso:

  • l’utilizzo dei modelli di apprendimento cooperativo e di tutoring;
  • il potenziamento del metodo di studio soprattutto nelle classi prime durante il periodo dedicato all’accoglienza;
  • il recupero dei prerequisiti per le classi prime durante il periodo dedicato all’accoglienza;
  • l’attivazione di percorsi inclusivi;
  • l’elaborazione chiara dei livelli minimi attesi per le varie discipline;

sia a livello specifico per l’alunno con BES attraverso la stesura, frutto di un’elaborazione collegiale, di un piano personalizzato che ha lo scopo di definire, monitorare e documentare, le scelte educativo-didattiche:

 A) Piano Educativo Individualizzato (PEI)

Per gli alunni con disabilità certificata è prevista la formulazione del Piano educativo Individualizzato ad opera del Gruppo di lavoro per l’handicap (GLH).

 B) Piano Didattico Personalizzato (PDP)

Per gli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) le misure indicate riguarderanno le metodologie didattiche attraverso un’azione formativa individualizzata e personalizzata e attraverso l’introduzione di strumenti compensativi e misure dispensative;

Negli altri casi si potranno esplicitare progettazioni didattico-educative calibrate sui livelli minimi attesi per le competenze in uscita e gli strumenti e le strategie didattiche.

L’attivazione del PDP è deliberata in Consiglio di classe, con la condivisione del Dirigente Scolastico, dei docenti e delle famiglie le quali autorizzano in forma scritta il trattamento dei dati sensibili.

 

Nell’ambito del Piano triennale dell’offerta formativa risulta necessario quindi indicare:

  • il fabbisogno dei posti comuni e di sostegno dell'organico dell'autonomia, sulla base del monte orario degli insegnamenti, con riferimento anche alla quota di autonomia dei curricoli e agli spazi di flessibilità, nonché del numero di alunni con disabilità, ferma restando la possibilità di istituire posti di sostegno in deroga nei limiti delle risorse previste a legislazione vigente;
  • il fabbisogno dei posti per il potenziamento dell'offerta formativa
  • il fabbisogno relativo ai posti del personale amministrativo, tecnico e ausiliario, nel rispetto dei limiti e dei parametri stabiliti dal regolamento;
  • il fabbisogno di infrastrutture e di attrezzature materiali, nonché i piani di miglioramento dell'istituzione scolastica previsti dal regolamento

Il GLI (Gruppo di Lavoro per l'Inclusione) si riunisce almeno due volte all'anno per programmare e verificare l'attività didattica e il Piano Educativo Individualizzato (PEI).
A livello di Istituto funziona il GISO (Gruppo di Inclusione Scolastica Operativo), composto da Dirigente, Insegnanti di sostegno e Rappresentanti Equipe Socio-Sanitaria territoriale, con i compiti di:

  • monitorare e valutare l'efficacia e le problematiche dei percorsi di apprendimento predisposti a livello d'Istituto; 

  • provvedere all'acquisto di materiali specifici; 

  • curare ogni altra problematica a carattere generale riguardante l'inserimento degli alunni.
Al fine di evitare forme d'isolamento e di favorire una vera integrazione, l'insegnante di sostegno dovrà: 


o   impostare con i colleghi il PEI (Piano Educativo Individualizzato) degli alunni assegnati e renderlo operativo verificando con il gruppo GLI le varie fasi attuative; 


o   offrire all'intera classe/sezione/scuola una gamma di opportunità educative all'interno delle quali sia il bambino disabile sia tutti gli altri alunni possano trovare idonee risposte ai bisogni evidenziati.

BES (BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI) 

Normativa di riferimento: 

  • Circolare USR n. 326 del 30/10/09
  • Legge 8 ottobre 2010, n. 170
  • Decreto attuativo n. 5669 del 12/07/2011
  • Circolare USR n. 347 del 16/09/2011: Linee guida
  • Direttiva del Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca del 12/12/2013 

  • C.M. n. 8 del 6/3/2013.
Come indicato nella direttiva ministeriale del 12/12/2013, “l'area dello svantaggio scolastico è molto più ampia di quella riferibile esplicitamente alla presenza di deficit. In ogni classe ci sono alunni che presentano una richiesta di speciale attenzione per una varietà di ragioni: svantaggio sociale e culturale, disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici, difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana perché appartenenti a culture diverse. Quest'area dello svantaggio scolastico, che ricomprende problematiche diverse, è indicata come area dei Bisogni Educativi Speciali".
Vi sono comprese tre grandi sotto-categorie: 

  • disabilità
  • disturbi evolutivi specifici
  • svantaggio socioeconomico, linguistico, culturale.

Secondo la C.M. n. 8 del 6/3/2013, fermo restando che la Direttiva ministeriale estende a tutti gli studenti in difficoltà il diritto alla personalizzazione dell'apprendimento, le singole istituzioni scolastiche devono operare come segue: “fermo restando l'obbligo di presentazione delle certificazioni per l'esercizio dei diritti conseguenti alle situazioni di disabilità e di DSA, è compito doveroso dei Consigli di classe o dei team dei docenti nelle scuole primarie indicare in quali altri casi sia opportuna e necessaria l'adozione di una personalizzazione della didattica ed eventualmente di misure compensative o dispensative".
Strumento privilegiato è il percorso individualizzato e personalizzato, redatto in un PDP (Piano Didattico Personalizzato), firmato dal Dirigente scolastico o da un docente delegato, dai docenti e dalla famiglia. Tale piano ha lo scopo di definire, monitorare e documentare, secondo un'elaborazione collegiale, corresponsabile e partecipata, le strategie d'intervento più idonee e i criteri di valutazione degli apprendimenti. 

Il PDP non può essere inteso come mera esplicitazione di strumenti compensativi e dispensativi per gli alunni con DSA; esso è bensì lo strumento in cui si potranno, ad esempio, includere progettazioni didattico-educative calibrate sui livelli minimi attesi per le competenze in uscita.
Per quanto attiene, infine, all'Area dello svantaggio socioeconomico, linguistico e culturale, la direttiva ministeriale ricorda che “ogni alunno, con continuità o per determinati periodi, può manifestare Bisogni Educativi Speciali o per motivi fisici, biologici, fisiologici o anche per motivi psicologici, sociali, rispetto ai quali è necessario che le scuole offrano adeguata e personalizzata risposta”. Sulla base di ciò, i Consigli di Classe e i Team di docenti della Primaria individueranno tali tipologie di BES sulla base di elementi oggettivi (ad esempio, una segnalazione degli operatori dei servizi sociali), oppure di ben fondate considerazioni psicopedagogiche e didattiche, e adotteranno di volta in volta le misure necessarie. 

DSA (DISTURBO SPECIFICO DI APPRENDIMENTO)

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge 170/2010, “Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico” (Decreti Attuativi n°5669 del 12 /07/11), l'Istituto scolastico si è organizzato per tutelare e sostenere gli alunni con Disturbo Specifico di Apprendimento individuato al fine di garantire il loro successo formativo.
All'interno dell'Istituto sono previste da diversi anni diverse azioni atte a garantire il diritto allo studio degli alunni con disturbo specifico di apprendimento: progetto di Individuazione precoce “Dal Protocollo Regionale all'azione scolastica”;

  • azione formativa rivolta agli insegnanti dei tre ordini di scuola dell'Istituto;
  • azione di rete tra Scuola- Servizi Sanitari Territoriale – Famiglia – Associazione Italiana Dislessia;
  • azione di programmazione con costruzione di Piani di Studio Personalizzati;
  • azione di continuità tra i diversi ordini di scuola per un corretto passaggio d'informazioni e documentazione riguardanti gli alunni con DSA dell'Istituto; 
  • azione di monitoraggio e coordinamento attraverso la nomina del referente dislessia d'Istituto nella persona della Figura Strumentale nominata. L'art. 5 della Legge 170/2010 ribadisce che “gli studenti con diagnosi di DSA hanno diritto di fruire di appositi provvedimenti dispensativi e compensativi di flessibilità didattica” e che le istituzioni scolastiche garantiscono loro “l'uso di una didattica individualizzata e personalizzata, con forme efficaci e flessibili di lavoro scolastico che tengano conto anche di caratteristiche peculiari dei soggetti, adottando una metodologia e una strategia didattica adeguate”. La valutazione scolastica, periodica e finale, deve essere coerente con gli interventi pedagogico-didattici attivati durante l'anno e previsti nel PDP.
Dal punto di vista operativo, i docenti dovranno specificare nel PDP le modalità attraverso le quali intendono valutare i livelli di apprendimento nelle diverse discipline o ambiti di studio evitando di attribuire valutazioni agli aspetti che costituiscono il disturbo stesso. 


SCUOLA POTENZIATA 

La Scuola Potenziata si pone come una rete operativa e funzionante tra la scuola, il CTI di riferimento di Badia Polesine, i servizi sanitari, gli enti locali per il sostegno economico e organizzativo, la famiglia ed eventuali altri operatori, attivando un unico percorso fatto di più sfaccettature che potesse essere utile in maniera globale al singolo bambino/ragazzo nel suo bisogno di mediazione in merito alla relazione con il mondo, alla cura della persona, all’autonomia motoria e alla comunicazione. Non meno importante il supporto fornito alle famiglie attraverso il loro coinvolgimento in un confronto costruttivo con gli operatori scolastici e i riabilitatori al fine di trovare insieme strategie alternative e risoluzioni alle difficoltà di gestione del proprio figlio nell’ambiente familiare, alleviando così anche il senso di solitudine e impotenza.

 

CTS (CENTRO TERRITORIALE SUPPORTO)

I CTS sono stati istituiti dagli Uffici Scolastici Regionali in accordo con il MIUR mediante il progetto “Nuove Tecnologie e Disabilità” nel 2006 (Azione 4-rete territoriale di supporto e formazione). Con le nuove norme sui DSA in ambito scolastico, il MIUR decide di re-investire sui CTS valorizzandoli come punto di riferimento per gli alunni con DSA; con la Direttiva ministeriale del 27/12/2012 - C.M. del 6/3/2013 i CTS assumono un ruolo fondamentale per tutti gli alunni BES.
Il CTS della provincia di Rovigo ha sede presso l'Istituto Comprensivo di Badia Polesine (RO) e l’Istituto Comprensivo di Castelmassa è in continuo contatto ai fini di una collaborazione attiva e costante. 

INTERCULTURA

Il nostro Istituto organizza azioni e attività inerenti all'inserimento e al percorso formativo di alunni stranieri in collaborazione con i dieci Istituti aderenti alla rete CTI di Badia Polesine. Il fenomeno immigrazione ha assunto negli ultimi anni una rilevanza sempre maggiore. La presenza di bambini stranieri in classe è diventata un fatto consueto e diffuso che chiede di essere accompagnato e seguito con attenzione e competenza. L'accoglienza di un nuovo alunno è un momento cruciale e rappresenta l'inizio del percorso d'integrazione nel paese d'immigrazione; per la classe, inoltre, è un evento che spesso porta a rivedere gli equilibri e le relazioni, a modificare i bisogni linguistici e alcuni percorsi didattici. Attualmente gli alunni presenti nel nostro istituto sono il 13% della popolazione scolastica, appartenenti a diverse nazionalità. 

La scuola si è dotata di molteplici azioni educativo-didattiche per organizzare risposte mirate ai nuovi bisogni. L'Istituto si propone di assicurare in tutti e tre gli ordini di scuola: 

  • la presenza della Funzione Strumentale Intercultura; 

  • un Protocollo di Accoglienza che si propone di definire modalità e procedure d'inserimento comuni, per 
evitare di mettere gli alunni stranieri in situazioni di ritardo scolastico o di accoglienza improvvisata; 

  • l'istituzione di una Commissione Accoglienza per l'organizzazione e il monitoraggio delle azioni d'intercultura, la preparazione di materiali didattici facilitatori; 

  • la partecipazione al Progetto Provinciale “Adotta uno scolaro” che si avvale del lavoro di  insegnanti volontari (in pensione) che entrano nelle scuole per insegnare agli alunni stranieri una prima alfabetizzazione della lingua italiana;
  • la collaborazione attiva con mediatori culturali di lingua madre per facilitare l'inserimento, la relazione tra 
scuola e famiglia e favorire la partecipazione dei genitori al percorso formativo;
  • l'accompagnamento degli alunni, ove necessario, da un ordine di scuola all'altro.
L'impegno progettuale della scuola per l'intercultura, aperto alla collaborazione con enti Locali e associazioni, è rivolto a promuovere la capacità di convivenza costruttiva.

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