MELARA: AUSCHWITZ RACCONTATO AI RAGAZZI DA DANNY ZAMPICCOLI

Un incontro per ricordare e riflettere

Per ricordare la Shoa le scuole, in collaborazione con l’amministrazione comunale, giovedì 7 febbraio 2019 hanno portato a Melara Danny Zampiccoli che, contattato dalla prof.ssa Cristina Gallini referente anche per la locale Base Scout, ha accettato ben volentieri l’invito ad incontrare altri giovani cui parlare dello sterminio del popolo ebraico.

Chi è Danny Zampiccoli

Prima Guida alpina del Basso Sarca, gestore del rifugio Lausen in Lessinia, ha realizzato più di trecento “salite su roccia” sulle montagne lungo l’arco alpino, quasi tutte di difficoltà estrema… ma la scalata più difficile è stata quella che lo ha portato, attraverso un viaggio in bici condiviso con tre amici, da Rovereto (Tn) ad Auschwitz: triste meta di tanti, troppi, deportati della Shoa.

Il viaggio tra risate e silenzi

Spiccata personalità, empatia a mille Danny Zampiccoli ha saputo coinvolgere fin da subito gli alunni delle scuole descrivendo con una spontaneità genuinamente umana il viaggio intrapreso nell’ottobre del 2017 quando, dalla Campana della Pace di Rovereto, con un abbigliamento tecnico e bici da corsa attrezzate (tende e sacchi a pelo compresi) ha pedalato per dieci giorni fino ad Auschwistz tra imprevisti, incontri, risate e silenzi. Ad accompagnare questo turista della Memoria c’era anche un libro, quello che Primo Levi ha scritto per raccontare il dramma della Shoa: “Se questo è un uomo”. E Danny ha ripercorso nel suo viaggio tutte le tappe descritte nel libro, volendo con ciò simbolicamente ricambiare l’autore con una prova del proprio impegno. Giunti ad Auschwitz il protagonista è stato il silenzio: quello interiore, quello intimo, quello che ognuno prova e “sente” in sé mentre gli occhi guardano scorrere i fotogrammi di tanti volti in bianco e nero…

Il messaggio agli alunni

La parola-chiave è coscienza perché solo con essa è possibile contrastare l’insana logica di massa, quella dei più, quella di preconcetti e pregiudizi sradicati da ogni spirito critico. Con tenerezza Danny Zampiccoli ricorda i propri genitori e l’amore che nutriva per essi, attraverso l’immagine di quando, bambino, veniva preso per mano da entrambi: quel contatto rinsaldava un legame e rafforzava un profondo affetto. All’arrivo ad Auschwitz le mani di padri e madri venivano brutalmente sciolte da quelle di figli e figlie: così nello spazio di un attimo e senza spiegazioni ci si doveva lasciare per sempre…

Le parole dei ragazzi

Al termine del video che ripercorre le tappe di questo significativo viaggio, video che ha strappato all’auditorio anche autentiche risate, gli alunni hanno voluto interagire con il relatore pronunciando delle parole di significato. Così, a turno, si sono alzati per scandirle: libertà, sopraffazione, sterminio, sofferenza, incontro, disprezzo, speranza … in un breve ma toccante testo il sindaco dei ragazzi ha poi riassunto le riflessioni di tutti mentre un’alunna della scuola primaria ha recitato una poesia di saluto.

In conclusione è stato un incontro diverso, davvero speciale, che ha arricchito tutti i presenti di quei grandi valori sociali che ancora oggi, fortunatamente, fanno la differenza.