PROGETTO “8 MARZO E DINTORNI”

 

I testi a seguito riportati fanno parte del Progetto “8 marzo e dintorni”, che si è svolto nella classe III E della Scuola secondaria di primo grado “Rita Levi – Montalcini” sede di Melara. Le ragazze e i ragazzi si sono confrontati sul tema della discriminazione di genere e del razzismo dopo aver visto il film “Il diritto di contare”: un lungometraggio tratto dal libro “Hidden Figures”, girato da Theodore Melfi.

La riflessione degli alunni ha portato alla stesura di alcuni elaborati che, partendo dalla pellicola, potessero sensibilizzare l’opinione pubblica su razzismo e misoginia, problemi tuttora presenti nella nostra società. I testi riportati sono stati giudicati i più rappresentativi. A ogni ragazzo era stato assegnato un “ruolo” nel quale immedesimarsi nel corso del lavoro (vittima di discriminazione, discriminatore, regista del film …).

La pubblicazione di questi elaborati costituisce, insieme agli slogan creati in lavori di gruppo e poi distribuiti in tutto l’Istituto comprensivo di Castelmassa, la tappa finale del lavoro di approfondimento, rielaborazione e di diffusione dei pensieri degli alunni all’interno di un compito autentico promosso dalle docenti Gallini e Ghiselli.

 

  

IL DIRITTO DI CONTARE: UNA STORIA INCREDIBILE

 

Questo film parla di tre donne afro-americane: Katherine Johnson, Mary Jaksen e Doroty. Esse lavorano alla N.A.S.A. e sono le menti brillanti che hanno messo a punto il programma di missioni spaziali che ha portano astronauti come John Gleen in orbita.
Katherine Johnson è una matematica a cui viene assegnato il compito di lavorare al lancio del primo uomo americano nello spazio.
Subito è discriminata dal gruppo di matematici in cui lavora, sia perché sono tutti uomini, sia perché è l’unica persona di colore assegnata a quel compito. A poco a poco però riesce a guadagnare il rispetto dei colleghi dimostrando le sue capacità ed essendo un po’ valorizzata dal capo.
Grazie ai suoi calcoli, il lavoro è stato molto più breve delle aspettative, ed è stata determinante al momento del lancio perché ha eseguito una serie di calcoli che la macchina (per cui aveva perso il lavoro) aveva sbagliato. Le tre attrici protagoniste sono state bravissime nell’interpretazione delle parti a loro assegnate, soprattutto l’attrice che ha avuto il ruolo di Katherine ed ha dovuto imparate più battute, aveva scene più difficili da interpretare ed è comunque riuscita a lavorare come, anzi, meglio delle altre due attrici.
Il merito di tutto ciò, però, va dato soprattutto al regista, al produttore e a tutta la troupe che ha lavorato in maniera esemplare, senza mai stancarsi, scegliendo accuratamente tutti gli attori e tutte le attrici, scegliendo perfettamente le inquadrature e dirigendo le scene perfettamente.
Il film è ambientato in piena Guerra Fredda: un periodo storico che vedeva come protagoniste Russia e America, pur non essendo una guerra sanguinosa c’era molta rivalità per il potere e la supremazia tra i due Stati. Era, quindi, un periodo di enormi tensioni che il film ha evidenziato molto bene, in questo modo rende credibile il clima di quegli anni.Soprattutto alla N.A.S.A. c’è stata molta tensione perché i Russi avevano mandato un uomo sulla Luna prima degli americani.
In conclusione è un film che dovrebbe e potrebbe essere visto da tutti, perché evidenzia ancora due gravi problemi a livello sociale: il razzismo e la discriminazione nei confronti delle donne.

 

Giacomo Caleffi

 

 

I DIRITTI UGUALI PER TUTTI

 

Devo dire che il film è stupefacente, fa capire bene il concetto di razzismo. Perché esiste …? Esiste perché la gente pensa di essere migliore rispetto ad altri, perché alcuni pensano di “essere la razza” perfetta, intelligente e brava rispetto a quelli di colore … invece è il contrario. E’ stupido pensare di essere come cani o scatole: “i pacchi bianchi tienili, e quelli di colore buttali” … questa frase, che sono stata costretta a sentire, mi rimbomba nella mente quando penso a ciò che io e i miei compagni abbiamo subito: dal non poter entrare in biblioteca senza che qualcuno ci dicesse: “Vattene! Non è il tuo posto qui”, all’essere picchiati da un agente di polizia senza motivo, giusto per il gusto di far del male, e dalla povera gente, la quale non dimenticherà mai l’orrore che ha subito ogni giorno per colpa del loro “aiuto”. Spero che tutto il mondo guardi per ore e ore questo film, e che si ricordi della nostra storia; che vale molto più dell’oro.
A volte mi capita di sentire dei bambini che vogliono qualcosa dalla mamma, la pregano e la supplicano finché non ricevono ciò che volevano, allora mi scappa di dire: “Io volevo, ma non ho mai ricevuto niente, parlavo e nessuno mi ascoltava, prendevo e subito venivo picchiato … cosa potevo fare? Niente”. Quei bambini allora si stupiscono, e solo allora si rendono conto della fortuna che hanno.
Ritornando al film, devo dire che la regia e l’interpretazione sono perfette, e non manca niente per esprimere la nostra storia. Il mio personaggio preferito è Katherine, una ragazza coraggiosa per le sue azioni, come del resto le sue due amiche di cui sfortunatamente non ricordo il nome.
L’importante non è ciò che scrivi, ma ciò che percepisci; l’ho capito grazie a tutte quello che ho visto nel film.

Federico Martini